La nostra mission

Il Nido di Wendy e Billo nasce dal desiderio di Rossella e Giada, madre e figlia, di costruire un progetto educativo che risponda alle esigenze della famiglia e sappia accogliere il bambino nel pieno rispetto delle sue esigenze.

Rossella

Dopo una lunga assenza sono tornata al mio primo amore, l’insegnamento. Figlia della socratica maieutica e della pedagogia montessoriana, trascorro le mie giornate girovagando fra i bimbi, creando con ognuno di loro un rapporto tutto nostro, individuale e, diciamolo, molto più affettivo che educativo. Mi piace qualche digressione, quei piccoli vizi che possono dare i nonni che non devono necessariamente “educare” e che possono anche soltanto “coccolare”. Capita il capriccio o la giornata durante la quale proprio non si ha voglia di impastare, colorare, manipolare. E allora arrivo io e mi permetto di proporre altro. Le tate a volte mi guardano male (però sotto sotto sorridono), lo so e me ne scuso, ma una coccola in più non fa mai male.  E poi, come potrei rinunciale ai nostri abbracci di famiglia?

Giada

Sono nata in Vietnam dove ho vissuto fino all’età di 10 anni. Nel mio paese di origine i bimbi più piccoli si chiamano fratellino e sorellina e i più grandi se ne prendono cura. Nella nostra cultura gli anziani rappresentano le radici e il passato, e i bambini sono il futuro. Stare con loro è la mia passione e sto studiando per conseguire la Laurea in scienze dell’educazione e della formazione della prima infanzia. La mia più grande soddisfazione è nello sguardo di un bambino che sorride.

Le educatrici

Le educatrici sono la nostra forza. Giovanna, Margareth,  Silvia, Jessica e Elena sono le storiche le tate del nido. Caterina, Francesca, Sara e Angelica sono arrivate più tardi ma hanno saputo integrarsi con lo staff, sposandone le idee e condividendone gli obiettivi.

Cosa pensiamo

I bambini sono persone e come tali devono essere rispettati

Rispettare il bambino significa rispettare i suoi tempi, sostenerlo e stimolarlo nella crescita, fornirgli gli strumenti per diventare autonomo. Ma non basta. Rispettare il bambino significa essere a fianco della sua famiglia, creare con questa un rapporto solido, una alleanza educativa forte e sentita. Deve esserci fiducia e condivisione di obiettivi perché questi siano raggiunti.

Quando accogli un bambino accogli anche la sua famiglia

Bellissimo il concetto, ma talvolta astratto. Per noi accogliere una famiglia significa condividere le scelte educative, ma anche e soprattutto le ansie e i timori di chi ci affida il bene più grande.

Il nido è una ludoteca o una scuola?

Il nostro nido è una scuola di vita, accogliente e sicuro, stimolante e gioioso. Imparare deve essere un piacere e nulla deve essere vissuto come costrizione. Il gioco del “fare” è il miglior metodo per scoprire il mondo. Gli occhi dei bambini sanno osservare, a noi il compito di essere loro accanto in questo cammino.

I bambini hanno bisogno dei bambini

A che età socializzano i bambini? Non troveremo una risposta univoca perché nessun bambino ha i tempi degli altri. La socializzazione è un processo inarrestabile che ci consente di trovare il nostro spazio e condividerlo con gli altri. Lo sviluppo sociale è influenzato sia da relazioni di tipo verticale (con i genitori) sia di tipo orizzontale (con il gruppo dei pari). Entrambe sono fondamentali per una sana crescita emotiva.

Il Progetto pedagogico è la carta di identità di ogni struttura educativa

Come spesso capita, nessun percorso sembra così completo da potersi applicare in toto.  Tante le teorie e tantissime le metodologie. Ciò che è sempre e comunque presente in tutti i grandi pedagogisti è il concetto fondamentale su cui poggia anche la nostra filosofia